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Il libro

Mercoledì 14 ottobre 2009, ore 11 - Roma

Presentazione del libro
"LA COMPARSA. PERCHÉ IL PARTITO DEMOCRATICO NON È MAI NATO"
Partecipano, oltre all’autrice Paola Caporossi:

Dario Franceschini, Segretario del Partito Democratico; Antonio Gaudioso, Vicesegretario Generale Cittadinanza Attiva; Gregorio Gitti, Presidente di Fondazione Etica.
Introduce Fausto Tanzarella, Presidente PascalEditrice.

Modera Aldo Cazzullo, Giornalista del Corriere della Sera.

Sala Cristallo (Capranichetta), Piazza Montecitorio 131

Il libro è in vendita in tutte le librerie Feltrinelli.
’E possibile acquistare il libro anche online presso l’editore, Pascal Editrice e presso www.ibs.it

“Nella primavera del 2007 ebbe inzio il processo costituente del Partito Democratico, con la nomina del cosidetto “Comitato dei quarantacinque saggi”, che scrisse le regole per la nascita del nuovo partito.
A distanza di due anni, la sensazione comune è che il progetto “democratico” sia fallito, secondo alcuni; inattuato, secondo altri. Paola Caporossi, che dei “quarantacinque” fece parte, con questo libro tenta di spiegare perchè.

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I derivati: un cappio al collo dei Comuni!

Riceviamo dalla newsletter e volentieri pubblichiamo:

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

Un mese fa la Corte dei Conti denunciò “l’uso sconsiderato di derivati finanziari da parte degli enti locali” e fece appello ad adottare un “principio di prudenza per i contratti derivati finalizzati alla ristrutturazione del debito degli enti locali”. Ma i richiami alla trasparenza, alla certificazione e a una maggiore qualifica degli operatori coinvolti non bastano per affrontare l’emergenza della crisi. I dati di fine anno 2007, riportati nelle recenti audizioni della Commissione Finanze del Senato, indicano 41 miliardi di euro in derivati su un debito totale dei comuni, delle province e delle regioni pari a 82 miliardi. Cioè il 50% -- per i soli comuni la cifra sale percentualmente al 58% del loro debito totale.

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Neutralizzare il vortice dei derivati OTC

Riceviamo dalla newsletter e volentieri pubblichiamo:

da Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia nel governo Prodi, e Paolo Raimondi, economista.

Nessuno è ancora in grado di quantificare con certezza l’ammontare complessivo dei titoli tossici contenuti nel ventre del sistema bancario americano e mondiale. Anche lo stesso presidente della Federal Reserve fa capire che le cifre sarebbero di gran lunga superiori a quelle indicate dalla stampa. Pertanto, la manovra americana complessivamente superiore a 4.000 miliardi di dollari, come sostiene anche l’economista Nouriel Roubini della New York University, non riesce minimamente a incidere positivamente sulla salute delle banche e delle assicurazioni insolventi.
La ragione profonda non sta solo nei loro bilanci dissestati, ma nelle voragini gigantesche dei derivati OTC (Over The Counter), i titoli tossici che sono tenuti fuori bilancio.

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Tutto da capo
Lasciamo fuori la cara Eluana, e vergogniamoci dell’arroganza con cui stiamo disquisendo sul dolore altrui, esibendo pubblicamente pensieri personali che, da un lato, non hanno nulla di oggettivo, e, dall’altro, spesso non rispondono neppure ad una convinzione interiore ma ad un opportunismo di facciata.
Non c’è da inventare nulla, la bussola i nostri legislatori ce l’hanno già: “La legge non può in alcun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. E’ la bussola contenuta all’art. 32 della nostra Costituzione, costruita non a maggioranza, ma col contributo di tutti, cattolici e laici, comunisti e moderati.
La politica ha avuto il tempo per legiferare su una materia tanto delicata e non lo ha fatto, principalmente per evitare posizioni scomode. Adesso può farlo ma non a spese della Costituzione, che vuol dire, poi, a spese della nostra democrazia.
Come giudicare un presidente del consiglio e dei ministri che hanno giurato sulla Costituzione e poi la rinnegano pubblicamente dichiarando impunemente di volerla violare? Non è un formalismo giuridico, come l’ha definito il premier: la forma in democrazia è sostanza. In tutto il mondo le democrazie hanno come presupposto la separazione dei poteri, e l’attuale maggioranza di governo l’ha violata tre volte.
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Dal 1950: un insegnamento ancora attuale

L’intervento di Pietro Calamandrei che pubblichiamo è dell’11 febbraio 1950 e riguarda la Scuola, ma potrebbe essere pronunciato oggi, e non soltanto sulla Scuola.

La sua attualità sta nel mettere in guardia su come sia possibile riformare senza leggi, al di fuori dei percorsi formali stabiliti da un ordinamento democratico: è sufficiente iniziare pian-piano a stravolgere la Costituzione e le Regole nella pratica e nei comportamenti, in silenzio, senza clamore, e quindi molto più subdolamente e pericolosamente.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura...

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