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La prima bozza Bianco

11 dicembre 2007


Un testo di 21 pagine, due lunghi articoli ciascuno con due opzioni, che dovrebbe accontentare tutti, grandi e piccini. Soprattutto un testo che non disturbi il già travagliato viaggio del governo Prodi ed eviti il referendum. Il presidente della Commissione Affari Costituzionali Enzo Bianco ha presentato il testo base della nuova legge elettorale ai membri della Commissione. Fino a un minuto prima ha lavorato, limato, corretto, aggiunto gomito a gomito con il politologo e consulente Antonio Agosta. Il risultato è un "grazie-addio" al testo Vassallum, quello su cui si è stretto l’asse Veltroni-Berlusconi, e un "benvenuto" a un modello che sarebbe sbagliato denominare facendo riferimento a questo o a quel sistema elettorale e che sicuramente ha un’impronta per lo più proporzionale ma con correzioni inedite e senza vincoli di coalizione.

"Abbiamo studiato un testo per non rompere con Prc, Udc e Lega e che potrebbe convincere anche Fini" spiegano alcuni tecnici al lavoro in queste ore. L’ultimo incontro stamani è stato tra Bianco, la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro e il numero due del partito Dario Franceschini. "E’ importante" si fa notare tra i collaboratori di Bianco "che questo testo, che è un punto di partenza, non sia rifiutato a priori dagli interlocutori più importanti".

Ecco i punti fondamentali della bozza che ha un impianto proporzionale ed esclude il premio di maggioranza alla lista.

Premier. Non c’è vincolo di coalizione e, quindi, sulla scheda, a differenza di quanto è accaduto l’ultima volta, non ci sarà l’indicazione del candidato premier. Potrà esserci l’indicazione di una volontà d’intenti ad allearsi con una o con l’altra parte politica. Si legge nella bozza: "Si prevede che ogni partito, nel depositare il contrassegno, debba presentare un programma di governo nonchè, con le stesse modalità, indicare il nome del candidato premier". Questa opzione "coerente con una competizione bipolare, ha un carattere non vincolante". Secondo Bianco introduce "un bipolarismo di nuova concezione fondato su scelte libere e non su contrapposizioni pregiudiziali nè sulla rinuncia a identità programmatiche e culturali".


Attribuzione dei seggi. Il 50 % saranno assegnati con i collegi uninominali e per l’altra metà con liste circoscrizionali (in numero superiori a quelle attuali) bloccate senza voto di preferenza. Un metodo questo che recupera un rapporto più diretto fra cittadini e eletti.

Cambia il numero delle circoscrizioni. Dovrebbero diventare 32 contro le ventisei attuali. E’ questo un passaggio delicatissimo perché dal numero delle circoscrizioni dipende il rapporto voti-seggi a danno o a vantaggio dei singoli partiti a seconda della loro dimensione. Più chiaramente, siccome il metodo di conteggio è il D’Hondt (matematico belga di fine ottocento), più piccola è la circoscrizione e più questo avvantaggia il partito più grande. E’ anche vero però che aumentare le circoscrizioni e costituisce un filtro e una barriera ai micro-partiti. Trentadue è un numero che accontenta anche Rifondazione e la filiera dei partiti piccoli ma non così piccoli.

Doppia soglia di sbarramento. Esiste una soglia nazionale del 5 per cento che però non può andare bene a Lega, Udeur e altri partiti molto forti in alcune zone ma deboli se visti in un’ottica nazionale. La soluzione quindi potrebbe essere l’introduzione di una seconda soglia al 7 per cento a livello regionale o macroregionale. Esempio: La Lega in Lombardia va molto oltre il 7 per cento ma ha lo 0,5 in Toscana ed è giusto che "risponda" in termini di deputati eletti a quel 7%. La doppia soglia va incontro ai partiti che hanno un forte radicamento locale.

Recupero dei resti. La soluzione condivisa sarebbe quella di attribuire seggi sulla base dei resti se quel partito ha superato la soglia di sbarramento del 5% nazionale o del 7 per cento a livello circoscrizionale.

La scheda, due opzioni. Il testo-Bianco in questo indica due opzioni. Nella prima (A) ci sarebbe una sola scheda e un solo voto che però vale per due. Cioè indicando il nome del candidato per il 50 per cento dei seggi uninomali, accanto e collegata ci sarebbe la lista "bloccata" circoscrizionale. Per l’esattezza "un solo voto valido sia per il candidato nel collegio uninominale sia per la lista circoscrizionale ad esso collegata".

Nella seconda opzione (B) l’elettore dispone di due voti, uno pe ril candidato nel collegio uninominale, l’altro per la lista circoscrizionale, voto che può essere anche disgiunto.

Quote rosa. E’ obbligatorio che un terzo dei candidati nelle liste "bloccate" siano donne. "In conformità all’articolo 51 della Costituzione - si legge - si prevede che il numero massimo di candidati dello stesso sesso non possa eccedere i due terzi dei seggi della circoscrizione".

Il 7 gennaio scadono i termini per gli emendamenti. Nella terza settimana di gennaio il testo, emendato, potrebbe arrivare in aula a Palazzo Madama. Sono state 24 le proposte di legge elettorale arrivate in Commissione in questo anno. Questa è la sintesi che in qualche modo cerca di accontentarle tutte.

Per Bianco quello della legge elettorale "è uno dei passaggi più delicati di questa legislatura". Ribadisce che quello presentato "è un testo base da vagliare con rigore, da emendare e da migliorare" e che si sforza di "bilanciare le esigenze di rappresentatività dei partiti e quelle di responsabilità degli eletti".




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