4 luglio 2006, Roma, Hotel Radisson: sembra un secolo fa, ma non sono passati neppure due anni. E’ in quella occasione che, per la prima volta, leader politici e intellettuali hanno accettato l’invito dell’APD di Gregorio Gitti di partecipare tutti insieme ad un convegno nazionale sul Partito Democratico, il primo interamente dedicato a questo. Sembrava ancora un’utopia, se non addirittura un’eresia. Eppure, i fatti hanno dato ragione, e alle prossime politiche, sulla scheda elettorale, troveremo il simbolo del Partito Democratico.
(...) Non potrà fare miracoli, ma se avrà tanti voti, il PD avrà la possibilità di dimostrare quanto e cosa sa fare. E noi finalmente potremmo giudicare sui fatti, e dare il nostro voto su essi, da 0 a 10 come a scuola. Il vero esame per il PD sarà alle elezioni successive.
Ora, però, la palla è in mano nostra, e sta a noi la responsabilità di decidere dove tirarla. Se il PD potrà governare, e così misurarsi davanti ai cittadini, dipenderà dal voto di ciascuno di noi, responsabile -ora molto più che il 14 ottobre- del destino di un progetto politico indubbiamente entusiasmante.
"Liberalitalia”, promossa da Gregorio Gitti, nasce dal lavoro svolto negli ultimi due anni da molti cittadini impegnati, in particolare nell’Associazione per il Partito Democratico (APD).
Si è trattato di un lavoro silenzioso, radicato sul territorio.
"Liberalitalia" è nata lo scorso anno per contribuire alla nascita di un nuovo soggetto politico nel centrosinistra. L’intento era quello di sostenere una battaglia di idee, sviluppate in due anni di iniziative, e di persone, la gran parte non proveniente dai partiti e mobilitate in tutte le Regioni. ( .....)
Tuttavia, adesso che il partito c’è, riteniamo che le battaglie vadano fatte soprattutto al suo interno. La nostra posizione, pertanto, è netta, ed è di sostegno al segretario nazionale, perchè va rafforzato in questa che è la fase più delicata. Non condividiamo affatto la ripresa di questa sorta di correntismo
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