Liberalitalia è nata lo scorso anno per contribuire alla nascita di un nuovo soggetto politico nel centrosinistra. L’intento era quello di sostenere una battaglia di idee, sviluppate in due anni di iniziative, e di persone, la gran parte non proveniente dai partiti e mobilitate in tutte le Regioni.
Molti di noi si sono candidati alle primarie del 14 ottobre nelle liste collegate a Rosy Bindi solo perché in quel momento era importante garantire la pluralità della scelta. Non ovunque, perché, dove possibile, abbiamo avuto persone in corsa con Veltroni o con Letta. Non per tutti l’esperienza è stata come l’avevamo sperata: molti non sono riusciti neppure a farsi candidare, in quanto si è assistito talora ai vecchi riti di una vecchia politica.
Molti,oggi, sono i delusi: chiamati a votare in ottobre, non hanno saputo più nulla del PD a livello locale, riconvocati solo ora e solo per il voto. Ci sono stati, certo, esempi positivi e virtuosi, ma tante sono le segnalazioni se non di protesta almeno di amarezza, per un’occasione persa e che vorremmo recuperare. A quel punto abbiamo deciso di fermarci a riflettere. Nessuno di noi vive di politica e con serenità abbiamo continuato a dedicarci ad essa, ma in silenzio, tenendoci lontani da ogni contesa di posti.
E adesso? Finchè non sarà approvato lo Statuto, nessuno di noi intende rilasciare una cambiale in bianco al PD. Tuttavia, adesso che il partito c’è, riteniamo che le battaglie vadano fatte soprattutto al suo interno. La nostra posizione, pertanto, è netta, ed è di sostegno al segretario nazionale, perchè va rafforzato in questa che è la fase più delicata. Non condividiamo affatto la ripresa di questa sorta di correntismo, più o meno ufficiale, che non si può non cogliere nel proliferare di associazioni, o presunte tali, facenti capo a taluni politici: la loro azione finisce, di fatto, per indebolire il segretario. Questo non significa che vogliamo un “partito del leader”. Ma in questo momento è il segretario ad avere, per Regolamento, il mandato di condurre il Partito fuori dalla transizione costituente. Coerentemente con questa posizione, abbiamo deciso, noi che veniamo da anni di associazionismo, di non trasformare Liberalitalia in Associazione. Non è una sottigliezza terminologica: preferiamo lasciarla come rete libera di idee e persone, sparse in tutta Italia.
La nostra battaglia è ora sullo Statuto. Sul Codice Etico, infatti, ci siamo già ampiamente espressi lo scorso giugno, presentando un nostro documento al Comitato dei 45. Siamo consapevoli che il testo statutario non potrà che essere frutto di un compromesso, dovendo tener conto di diverse anime partitiche: un certo grado di elasticità, dunque, sarà essenziale per la sua valutazione. Una nostra proposta di emendamento è stata ufficialmente presentata lo scorso dicembre ed un’altra ci apprestiamo a presentarla sul tema “fondazione/i”.
Chiederemo, poi, di ripristinare il testo iniziale dello Statuto nella parte che riguarda i forum. Il termine trova scettici molti di noi, ma il forum è lo strumento statutario pensato per i cittadini che vogliono fare politica ma non quella tradizionale nelle sezioni/circoli, bensì concreta sui temi.
Abbiamo già preparato 3 progetti di forum tematici che riteniamo in controtendenza: due, infatti, partono dall’idea che occorre prima costruire una buona macchina (forum sulle regole - riforme) e dotarla di bravi piloti (forum sulle classi dirigenti) prima di pensare di raggiungere obiettivi concreti, come una nuovo modo di fare impresa (terzo forum: impresa.dem).