E’ tempo di resettare. Per tutto il centrosinistra, e soprattutto per il PD. Non perchè sia più in difficoltà di altri partiti, ma perchè più alte sono le aspettative che ha creato alla sua nascita.
Al loro partito gli elettori del PD chiedono molto perchè molto ha promesso: si è presentato come nuovo e innovatore, e adesso deve mostrarsi all’altezza.
Si riesce ancora a perdonargli questo ultimo anno di tentennamenti fatali, scusandolo, forzatamente, in nome delle difficoltà proprie di un avvio ambizioso. Ma ora basta. L’azione di innovazione nelle proposte e di rinnovamento nella classe dirigente deve essere forte e netta.
Può anche darsi che quello abruzzese, campano, calabrese e toscano siano solo dei polveroni, al termine dei quali di penale resterà poco, come dicono taluni anche fuori dal PD. E tuttavia la gravità del fatto resta: anche in assenza di implicazioni giudiziarie, non è accettabile come normale e neppure come peccato veniale la cultura delle clientele e dei favori.